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L’ ANIMA

La nostra anima sa sempre chi siamo e cosa desideriamo nel profondo.

S’illumina quando l’ascoltiamo.

Spesso ci spinge verso scelte strettamente personali ed a volte non comprensibili dall’esterno.

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LIVELLI DI COSCIENZA

Sappiamo bene che esistono molti livelli di coscienza, ed essi sono caratterizzati da una particolare percezione del mondo, che si traduce in realtà quotidiana proiettata e poi vissuta.

È facile comprendere che più è elevato il nostro livello di consapevolezza, migliore sarà la nostra vita, poiché gradualmente impareremo a gestirla.

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L’ INESPRIMIBILE

Quanto è bello comprendere il senso della vita ammirando con profondita’ interiore ciò’ che abbiamo intorno.
Basta mettersi in ascolto con l’Universo ed avvertire sensazioni con corpo ed anima per percepire la bellezza e lo splendore dell’esistenza umana.

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AUTOSABOTAGGIO

 

Penso che una grande parte delle difficoltà che troviamo quotidianamente che ci impedisce di uscire dalla nostra “confort zone”, non permettendo il cambiamento e quindi la ovvia evoluzione che ne consegue, possa essere racchiusa in una sola parola chiave: autosabotaggio.

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OSTEOPOROSI

OSTEOPOROSI

Spesso parliamo di osteoporosi senza neanche realmente intendere cosa può causarla e quali siano i veri metodi per prevenirla.

Sentiamo ancora luoghi comuni come quello che il latte o il parmigiano servano per preservare il calcio osseo e quindi prevenire l’osteoporosi.

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LA VULVODINIA

Così come wikipedia la definisce, è una condizione vulvare consistente in dolore, senso di bruciatura e fastidio a livello vulvare, che interferisce con la qualità della vita.

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STIPSI

Quotidianamente in parafarmacia mi trovo a dovermi raffrontare con l’argomento stipsi, più di quanto si possa immaginare.
Questo sta ad indicare quanto lo stile di vita odierno sia frenetico e tossico.

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MALATTIA / SALUTE… DUE REALTA’ DIVERSE O DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.

Una malattia è una condizione causata da alterazioni organiche o funzionali che compromettono la salute / il benessere del soggetto.

Quindi ciò indica che è una sorta di lato negativo della vita perché compromette il benessere.

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LA MENOPAUSA

Spesso mi trovo ad affrontare con le mie clienti tutti quelli che possiamo definire i disagi della menopausa ed ho osservato che le domande più frequenti mirano a capire quali rimedi possano affievolire i sintomi delle vampate.

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LA GASTRITE

Vorrei affrontare un sintomo dal punto di vista olistico, quindi vedere gli aspetti funzionali del l’organo, le cause che portano ad un suo squilibrio e come valore aggiunto andare a capire che messaggio simbolico ed implicito nasconde.

Ricordiamo che il corpo, ma in generale la natura non ha alcun motivo di rivolgersi contro sè stessa e tanto meno di fare qualcosa che non abbia come fine ultimo la sopravvivenza e l’evoluzione.

Accettato quest’assunto una visione olistica della salute risulta sicuramente più sensata rispetto ad immaginare soltanto che un organo, in questo caso lo stomaco, come un pezzo di ricambio di una macchina subisca un deterioramento e quindi non potendo sostituirlo come facciamo x le nostre auto dobbiamo sostenerlo spesso a vita con dei prodotti chimici di supporto.

Un organo che non funziona più, quindi…

Che no senso!!! Tutto qui???

Allora perchè ci capita di avere lo stesso sintomo sia se non digeriamo un cibo, sia se non digeriamo se nostra moglie o nostro marito ci danno una notizia “dura da ingoiare”?

Anche questo non vuol dire nulla?

Perché il corpo mostra gli stessi sintomi x uno stressore emozionale?

Sono tante le domande che possono farci capire che non dobbiamo separare pensieri, emozioni e fisico; sono interconnessi sempre, non dimentichiamolo mai.

Esistono 2 tipi di gastriti comuni (cioè escludendo quelle da helicobacter pylori o iatrogena da terapie gastrolesive croniche) quelle da ipercloridria, cioè da eccesso di acido cloridrico, e quelle da ipocloridria, cioè quelle che avvengono durante la digestione, dove una carenza enzimatica o un eccesso di alimenti poco tollerati chiedono maggiore produzione di acido cloridrico gastrico per poter permettere la riduzione dei cibi ingeriti a “chimo”, (cioè il risultato di scariche chimiche e meccaniche del bolo alimentare, costituito da cibo parzialmente digerito, acqua, acido cloridrico e svariati enzimi digestivi).

Entrambi i sintomi vengono solitamente trattati con prodotti chimici antiacido o ad effetto tampone o anti-H2 o inibenti le pompe protoniche parietali gastriche.

Come potete ben capire uno dei due casi, quello da ipocloridria, riceve addirittura un peggioramento organico andando a ridurre con farmaci l’acido gastrico.

I bravi medici sottolineano come questi principi attivi non vadano usati oltre un mesetto di terapia, ma sinceramente vedo quotidiane clienti che li mantengono a vita autogestendoseli, non osservando l’andare incontro, oltre agli effetti collaterali specifici della molecola in questione, ad importanti riduzioni di assorbimento di minerali quali calcio (quindi mettendosi a rischio di osteoporosi), magnesio, rame, ferro, zinco, cromo, selenio, manganese, vanadio, molibdeno, cobalto e molti altri numerosi elementi in traccia.

Inoltre, senza una sufficiente produzione di acido cloridrico, che a sua volta attiva la pepsina, le proteine non possono essere adeguatamente digerite e alcuni aminoacidi potrebbero diventare carenti.

Una ridotta acidità gastrica influenza anche l’assorbimento dell’acido folico e riduce la capacità alcalinizzante dell’organismo.

Allora perché non approfondire?

Se non tollero il latte, mi sentirei di escludere in maniera netta che non ho un conflitto con mia madre o che non lo stia sottovalutando?

Magari, consapevolizzandolo potrei aver dato un seno evolutivo e pro sopravvivenza a quel sintomo.

Perché non tollero quello o quest’alimento, cosa c’è sotto, perché il corpo mi dà un segnale, perché suona un campanello?

Cosa vuole dirmi?

E poi… cosa della mia situazione attuale non sto digerendo?

Anche capire, consapevolizzare e viverlo diversamente potrebbe portare il corpo a far regredire il sintomo, visto che non lo vedrebbe più utile ad un processo evolutivo e di sopravvivenza.

Anzi prima lo scopro prima regredisce!

E se fosse un’intolleranza genetica… Questo metodo non farebbe regredire il sintomo, ma sicuramente la nostra vita ne acquisisce un colore più vivo.

Lavorare su di se attraverso i sintomi che il corpo ci fornisce, per affrontare una crescita interiore porta sempre a dei benefici inimmaginabili.

Il mio metodo prevede quindi di analizzare cause alimentari ed emozionali, eliminare per un pò di tempo i cibi non tollerati e nel frattempo sostenere il corpo con la medicina omeopatica low-dose o fitoterapica e in parallelo sostenere la persona a fare un lavoro su di Sè mirato a riequilibrare l’apparato psicofisico.

Anna Carla Digregorio

Farmacista olistica naturopata